Loggia degli Eroi

La loggia degli Eroi - le cui cinque arcate erano in origine aperte sul giardino sottostante e sul mare – dà accesso all’appartamento di Andrea Doria a ponente, e a quello della moglie Peretta Usodimare a Levante; è l’unico ambiente della villa in cui la decorazione si estenda anche ai muri.
L’apparato di affreschi e stucchi della loggia degli Eroi trasmette il più esplicito messaggio di esaltazione dinastica presente nella Villa. Sulle pareti i dodici guerrieri, in vesti di antichi Romani (eccetto uno, in armatura moderna), sono ben riconoscibili come membri della famiglia Doria grazie agli scudi recanti lo stemma di famiglia, un’aquila nera su campo oro e argento, e sono specificamente identificati come eroi del casato dall’iscrizione che li sovrasta: PRAECLARAE FAMILIAE MAGNI VIRI MAXIMI DUCES OPTIMA FECERE PRO PATRIA (“I grandi uomini dell’illustre famiglia, capi supremi, fecero cose ottime per la patria”).

Le cinque volticelle che coprono la loggia recano, in ottagoni circondati da stucchi finissimi, la rappresentazione di esempi classici di patriottismo romano, episodi assai noti di sacrificio di sè per amore di patria, di cui sono protagonisti Orazio Coclite, Tito Manlio Torquato, Marco Curzio, Furio Camillo e Muzio Scevola. Il parallelo tra biografie antiche e moderne, secondo l’esempio di Plutarco, guida lo spettatore ad una precisa lettura della decorazione: come i famosi eroi di Roma antica qui rappresentati, così i magni viri di casa Doria, antenati di Andrea, sono benemeriti salvatori della patria.
Le figure degli Eroi sono ispirate a nobili ed aggiornati modelli, tra cui le statue michelangiolesche dei Duchi nelle Cappelle Medicee a Firenze, e legate le une alle altre da una ritmica sequenza di gesti che costituisce una delle invenzioni più originali di Perino del Vaga. Nelle volticelle l’esuberanza degli stucchi è modellata sugli antichi esempi della Domus Aurea di Nerone.