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Perino del Vaga

Pietro Buonaccorsi (Firenze 1501-Roma 1547), detto Perin del Vaga dal nome del suo primo maestro, fu allievo di Ridolfo Ghirlandaio e, trasferitosi a Roma, di Raffaello, per il quale lavorò insieme a Giovanni da Udine nella decorazione delle Logge Vaticane (1518-1519). Dopo la morte di Raffaello (aprile 1520) affrescò, sempre con Giovanni da Udine, la sala dei Pontefici in Vaticano. Gli venne poi affidata la decorazione del nuovo palazzo di Melchiorre Baldassini. Tornato brevemente a Firenze (1522-23) entrò in contatto con il Rosso, mentre l’anno seguente, di nuovo a Roma, frequentò il Parmigianino, artisti di cui condivise le raffinate scelte formali dalle quali scaturì il Manierismo. Il Sacco di Roma del maggio 1527 disperse questo gruppo di artisti; Perino accettò di raggiungere Genova nella primavera del 1528 per mettersi al servizio di Andrea Doria, probabilmente da lui già conosciuto a Roma. Durante il soggiorno genovese (1528-1537), interrotto da alcune brevi parentesi pisane, Perino fu l’artista di corte di Andrea, per il quale progettò, oltre alla decorazione del palazzo di Fassolo, gli arredi della dimora (bandiere, arazzi, ricami, mobili, apparati effimeri per feste). Il pittore concluse nel 1533 l’impegnativa decorazione del palazzo, che avviò il rinnovamento della pittura genovese in senso rinascimentale. Nel 1534 Perino firmava e datava la Natività con Santi, detta Pala Basadonne, già nella genovese chiesa della Consolazione ed ora a Washington, National Gallery. Nel 1535 l’artista eseguì il Polittico di San Michele di Celle Ligure, ancora nell’ubicazione originaria, mentre il Polittico di Sant’ Erasmo, già nell’oratorio di Sant’Erasmo a Genova Quinto, si trova oggi nel Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Nel 1537 Perino si recò a Pisa e nel 1538-39 rientrò a Roma, dove divenne l’artista favorito del cardinale Farnese, poi papa Paolo III, per il quale decorò l’appartamento privato di Castel Sant’Angelo. Il pittore è sepolto nel Pantheon vicino a Raffaello.

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