Bernardo Parentino

Le tentazioni di s. Antonio abate

46,4 x 58,2 cm; olio su tavola (FC 419)

La tavoletta rappresenta, con altre due, varie fasi della vita di Sant’Antonio Abate, pioniere del monachesimo. Nella prima scena egli dona i suoi beni ai poveri; poi, vestito da monaco e col bastone a forma di τ, viene tentato da demoni col denaro. Infine, i diavoli lo maltrattano: uno di essi è tratto da una stampa di Schongauer, maestro di Dürer. Il trittico si colloca nella fase matura del maestro, verso il nono decennio del Quattrocento, quand’era alla corte di Mantova. Le tavole, perfettamente conservate, hanno un forte rapporto con Andrea Mantegna e il rilievo con putti si lega ad un sarcofago ritratto da un artista della cerchia di Squarcione. Del resto lo stesso Bernardo eseguì disegni antiquariali molto vicini alle opere di Mantegna e della cerchia Squarcionesca, mentre un certo tormento dei contorni ricorda pure i ferraresi Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti.

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