Giovan Francesco Barbieri
detto il Guercino

Erminia ritrova Tancredi ferito

145 x 185 cm; olio su tela (FC 459)

Il soggetto è tratto dalla Gerusalemme Liberata, dove si raccontano le schermaglie d’amore e di avventura vissute da vari giovani: “Al nome di Tancredi ella veloce/accorse, in guisa d’ebbra e forsennata./Vista la faccia scolorita e bella,/non scese no, precipitò di sella”. Le figure, delicatamente illuminate da una luce lunare e sexy, s’impongono in primo piano, occupando lo spazio che allora si destinava spesso ai fondi di paesaggio. Il dipinto spetta alla fase giovanile dell’artista e prelude ai capolavori romani del 1621/23. Risalirebbe al 1618, secondo il Malvasia (1678), che riportava: “Fece un Tancredi ferito ritrovato da Erminia, doppo aver combattuto con Argante al Sig. Marcello Provenzali da Cento, famosissimo nella virtù del Mosaico; e questo quadro fu donato dal detto al Cardinal Pignatelli”. Dell’opera si conoscono copie e un’incisione rovesciata di G.B. Pasqualini del 1620.

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