Lotto Lorenzo

Autoritratto

96,5 x 81 cm; olio su tela (FC 673)

Nel complesso ben conservata, l’effigie ha probabilmente un carattere funebre, secondo quanto suggerisce il dito puntato sull’anello. Concordano con questa lettura l’edera e la figura del putto sulla bilancia: un Amor Sacro o un’esortazione alla ricerca di equilibrio fra intelletto e passioni. Quel brano fu comunque significativo per l’artista, che lo aveva già inserito in una tela a palazzo Barberini e nelle tarsie di Bergamo, dov’è scritto “Nosce te ipsum”, ossia: conosci te stesso. Potrebbe trattarsi d’un Autoritratto e comunque era così considerato fra la quadreria Aldobrandini già nel 1603. Restano vari interrogativi: l’età indicata (37 anni) non combina con lo stile di quegli anni; inoltre la poetica e l’iconografia alludono a un perduto rapporto umano dell’artista, di cui però non resta traccia nella sua storiografia. Se il soggetto resta quindi da stabilire definitivamente, l’autografia viene ribadita dalla firma in basso (”L. LOTTO”).

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