Raffaello Sanzio

Doppio ritratto

77 x 111 cm; olio su tela (FC 130)

Nonostante le diverse letture, il quadro raffigura in effetti Beazzano e Navagero, ritratti con straordinaria abilità. Costoro stavano allora compiendo un viaggio a Roma. L’opera appartenne a uno di essi e passò poi a Bembo, da cui la vide Michiel. Il quadro deve aver fatto scalpore fra gli uomini illustri del mondo veneziano contemporaneo. E veneziano è pure lo stile adottato da Raffaello con straordinaria sicurezza, tanto che di copia veneta parlò uno studioso del XIX secolo. Databile verso il 1516, l’opera rientrò a Roma con la quadreria Aldobrandini. Ad essa potrebbe aver variamente partecipato Sebastiano dal Piombo, visto lo scarto violento poetico e tecnico che rivelano le figure dei due protagonisti. La tela poggiava in origine su una tavola, secondo una tecnica conservativa allora adottata in vari altri casi.

Guarda l’immagine completa »