Tiziano Vecellio

Salomè con la testa del Battista

89,5 x 73 cm; olio su tela (FC 517)

Questo precoce capolavoro di Tiziano ha un colore e una poetica ancora Giorgioneschi. La scena è infatti venata di raffinati lirismi e rappresenta probabilmente Salomè, vista la presenza dell’ancella e del vassoio, dove secondo le scritture sarebbe stata poggiata la testa del Battista. Ma, come per altre opere del genere, il soggetto è stato talvolta collegato a Giuditta, i cui contenuti morali sono ben distinti da quelli della figliastra di Erode. La Salomè Doria Pamphilj è forse documentata nel 1592 presso la collezione di Lucrezia d’Este e di certo appartenne poi (1603) al cardinale Pietro Aldobrandini, quindi alla nipote Olimpia, principessa di Rossano, che sposò in seconde nozze Camillo Pamphilj. L’antica fama del dipinto è dimostrata dalle varie copie esistenti.

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