L’Archivio

Grazie al ruolo che i Doria e i Pamphilj hanno avuto per secoli nella storia italiana, il ricchissimo Archivio storico Doria Pamphilj oggi non costituisce una raccolta di documenti relativi semplicemente alla storia e agli affari della famiglia, ma è un bene di interesse nazionale (come dimostra la Dichiarazione emessa nel 1965 dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio).

L’Archivio è costituito da documenti appartenenti a diverse famiglie principesche italiane e confluiti, grazie a unioni matrimoniali e lasciti ereditari, in un unico fondo eccezionalmente ricco.

L’archivio Doria si formò a Genova per iniziativa dell’ammiraglio Andrea Doria (1466-1560) e comprende documenti cartacei e pergamenacei prodotti tra il IX e il XX secolo nei diversi feudi della famiglia. Giovanni Andrea II Doria arricchì l’archivio con il Fondo Landi, confluito grazie al matrimonio con Maria Polissena, unica erede di Federico Landi principe di Valditaro e signore di Bardi e Compiano.

I Pamphilj dovettero molta della loro fortuna ad un’accorta politica matrimoniale. Tra le unioni più celebri si ricordano quella tra Pamphilio Pamphilj e Olimpia Maidalchini, una ricca vedova che con il suo patrimonio permise al cognato Giovan Battista di intraprendere la carriera religiosa e divenire papa con il nome di Innocenzo X (1644-1655). Nell’archivio si trovano anche carteggi e documenti pontifici, conservati insieme alle memorie della famiglia Maidalchini. Un altro matrimonio illustre fu celebrato nel 1671 tra Giovan Battista Pamphilj e Violante Facchinetti. Grazie a quest’unione l’Archivio guadagnò il fondo Facchinetti che ha permesso di chiarire alcune provenienze di dipinti eccellenti nella collezione come “la Susanna e i vecchioni” restituita ad Annibale Carracci. Il matrimonio tra Giovanni Andrea III Doria Landi e la pronipote di Innocenzo X, Anna Pamphilj, celebrato nello stesso 1671, portò, infine, cento anni più tardi, alla fusione dei fondi che compongono l’attuale Archivio Doria Pamphilj, che continuò ad accrescersi grazie ai documenti prodotti dalle diverse generazioni della famiglia.

L’aspetto attuale dell’archivio fu donato dall’architetto di palazzo Andrea Busiri Vici intorno al 1876, quando tutta la documentazione conservata a Genova, nei feudi e nelle proprietà italiane venne fatta confluire a Roma e qui sottoposta ad inventario.

L’Archivio Doria Pamphilj è aperto alla consultazione degli studiosi con comprovata attività scientifica di ricerca nei giorni di martedì e mercoledì, previo appuntamento (si prega di contattare la Direzione all’indirizzo:  archivio@doriapamphilj.it).